STOP AL CANCRO DEL TESTICOLO !!

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           STOP  AL  CANCRO  DEL TESTICOLO!!

Molte patologie maschili potrebbero essere evitate o curate meglio grazie a una diagnosi tempestiva. Ma gli uomini trascurano la propria salute. 

I dati statistici  riferiscono che gli  uomini sono meno attenti alla salute rispetto alle donne e cio' , per diversi motivi : gli uomini tendono a essere più fifoni, a nascondere la testa sotto la sabbia o a non voler mostrare debolezze. Ma a incidere è soprattutto un fenomeno sociale: la donna ha la vita cadenzata da eventi che in qualche modo la portano vicino al ginecologo, come la contraccezione, la gravidanza e la menopausa. L'uomo, al contrario, tolta la visita di leva, non ha un referente specifico urologico. Ci sono meno occasioni di rompere il ghiaccio con il medico curante.

Dunque è necessaria un'educazione alla prevenzione.

Ricordo che il professor Veronesi diceva spesso che era necessario portare la medicina "dal massimo trattamento tollerato al minimo trattamento efficace". La prevenzione permette questo, creando un vantaggio per la salute e permettendo al paziente di avvicinarsi al medico in maniera più serena, senza temere cure invasive. La prevenzione si sposa con il concetto di conoscenza. Se riusciamo a fornire le corrette informazioni, i pazienti capiranno che i vantaggi sono molteplici.  Il tumore della prostata  è il più diffuso tra gli uomini sopra i 50 anni, mentre tra i giovani quello al testicolo. La manipolazione sotto la doccia, un'alimentazione e una vita sessuale regolare, uno stile di vita dinamico e non sedentario sono importanti strumenti al servizio della salute delle persone. La percentuale di sopravvivenza di tumore alla prostata e al testicolo è molto alto. Quello alla vescica un po' meno, ma comunque di dati positivi. Per quanto riguarda le cure, esistono ancora importanti differenze tra nord e sud: nelle regioni settentrionali è più facile accedere a strutture sanitarie  all'avanguardia, per questo spesso chi vive nel Meridione è costretto a spostarsi e  spesso  con diagnosi  tardive . Come   diceva   un   mio  professore   universitario   :  ''Nella  corsa  contro il cancro  non  dare  mai  vantaggio  neanche allo  zoppo .......   una  diagnosi   precoce    puo'  salvare  la  vita !!! ''

 IN ITALIA IL  TUMORE  AL  TESTICOLO  ,colpisce soprattutto i giovani dai 15 ai 35 anni,( 5mila  nuovi casi all' anno )   ma il tasso di sopravvivenza supera il 90% dei casi  e  ciò grazie alla diagnosi precoce !!

               Oltre il  90% dei casi viene curato con successo

La lotta al tumore ai testicoli parte, come ogni altra forma di malattia , dalla consapevolezza. Occorre cioè informare per promuovere e diffondere una corretta metodologia di prevenzione della salute andrologica e contrastare una patologia che in Italia registra ogni anno 5mila nuovi casi .

 

             E'  il tumore più diffuso tra i giovani !!

Recentissimi  studi hanno evidenziato come quella ai testicoli sia la forma tumorale più diffusa negli uomini con meno di 50 anni, con un picco di incidenza tra i 15 e i 35 anni di età. Una frequenza che, secondo gli esperti è destinata ad aumentare del 30% entro il 2025. Un dato allarmante che, però, non deve scoraggiare  perche' fare  prevenzione  nel modo giusto aiuta a scoprirlo e curarlo per tempo. La fascia più a rischio è proprio quella dell'età riproduttiva durante la quale un tumore non diagnosticato cresce e si metastatizza più velocemente rispetto a un'età più avanzata.

          Fattori scatenanti e percentuali di guarigione

“L'Italia è tra i Paesi compresi nella fascia di rischio medio-alta: ogni anno la proporzione della malattia raggiunge i 10 casi ogni 100mila abitanti, con un 12% di aumento negli ultimi anni”. Tra le cause più frequenti del tumore al testicolo si trovano patologie come il criptorchidismo (mancata discesa del testicolo nello scroto alla nascita) e malattie genetiche come la sindrome di Klinefelter. Cause e numeri non devono, però, allarmare visto che quello al testicolo è “uno dei tumori con maggiore probabilità di completa guarigione: la sopravvivenza a 10 anni supera il 90%",  

                Tumore del testicolo: 

COS’È

Il tumore del testicolo può avere origine da qualsiasi componente dell’organo: dalle cellule seminali (seminoma) o dalle cellule che le proteggono e sostengono (come le cellule del Sertoli e le cellule di Leydig).
Grazie agli sviluppi della chemioterapia e radioterapia degli ultimi due decenni, uniti a tecniche chirurgiche, la prognosi è notevolmente migliorata, aumentando dunque l’aspettativa di vita dei pazienti. Oggi circa il 90% dei casi di tumore del testicolo viene 
curato con successo, posto che venga effettuata una diagnosi precoce.

CAUSE

Non vi sono, di fatto, fattori di rischio modificabili. Il criptorchidismo, chiamato comunemente “testicolo ritenuto”, è una malformazione tipica dell’età pediatrica che comporta la mancata discesa del testicolo nel sacco scrotale. Tale condizione scaturisce un aumento di temperatura del testicolo, che può generare, secondo ipotesi accreditate, alterazioni cellulari importanti, responsabili in seguito della genesi tumorale.

SINTOMI

In età pediatrica è fondamentale che i genitori controllino l’adeguata discesa del testicolo nel sacco scrotale e facciano eseguire l’intervento di fissazione del testicolo qualora questo fosse rimasto ritenuto, completamente o in parte, ovvero “a metà strada” lungo il canale inguinale.
A partire dall’adolescenza, ogni uomo dovrebbe essere opportunamente informato circa la corretta e regolare 
autopalpazione dei testicoli, al fine di rilevare eventuali anomalie dei genitali o una massa di consistenza dura, solitamente non dolente alla palpazione.  https://youtu.be/O25ZjRLP1gE  (  video   )
In ogni caso, si consiglia una visita medica immediata non appena si riscontrano anomalie o nodularità. Il tumore testicolare rientra nelle urgenze oncologiche vere e proprie.

DIAGNOSI DEL TUMORE DEL TESTICOLO

Se durante la palpazione viene rilevata una massa, di consistenza dura e indolore, questa dovrà essere identificata e caratterizzata strumentalmente, mediante ecografia ed ecodoppler, esami semplici e non invasivi. Diviene importante dosare  i livelli sierici dei principali marker tumorali caratterizzanti le neoplasie testicolari. È sufficiente un prelievo di sangue, in grado di riscontrare i marker specifici delle neoplasie testicolari: Beta hcg, LDH, CEA e Afp. Non è tuttavia infrequente che vi siano valori del tutto normali anche in presenza di una neoplasia testicolare. Quando positivi, i marker vengano nuovamente dosati dopo circa 3-4 giorni dall’intervento di asportazione del testicolo, al fine di programmare le eventuali terapie successive (chemioterapie o radioterapie, laddove necessarie). Il controllo regolare mediante ecografia del testicolo sano è fondamentale, sia per la fertilità che per l’eventuale maggiore possibilità di diffusione del tumore.

CURE E TRATTAMENTI

Una volta diagnosticato il tumore del testicolo sarà necessario sottoporre il paziente ad intervento chirurgico. Solitamente non vengono effettuate biopsie dall’esterno, in quanto rischiano di diffondere la patologia. Il Medico può inoltre consigliare al paziente di effettuare deposito e crioconservazione del liquido seminale, al fine di poter assicurare la procreazione in futuro. Bisogna tuttavia precisare che solitamente il testicolo malato non ha grande fertilità.
Dopo questo passaggio si può procedere con un intervento chirurgico esplorativo sul testicolo. Durante tale intervento – effettuato in sala operatoria – verrà svolto, qualora necessario, un 
esame istologico estemporaneo, al fine di individuare tempestivamente la natura della lesione e procedere quindi, in caso di positività tumorale, con l’asportazione del testicolo (orchiectomia).

Io  consiglio un  accesso chirurgico inguinale  per evitare la diffusione della patologia in altre aree del corpo. Anche la manipolazione stessa del testicolo durante l’intervento per prelevare un campione per l’esame istologico estemporaneo viene effettuata chiudendo prima i vasi del funicolo (clampaggio), proprio per evitare la diffusione nel sangue o nei linfonodi paraortici e paracavali di eventuali cellule tumorali. Una volta asportato il testicolo si può eventualmente procedere, previo accordo con il paziente, al posizionamento di una protesi, che rappresenta un importante supporto psicologico per il paziente, sebbene la motivazione estetica sia piuttosto relativa.  Dopo aver effettuato l’esame istologico definitivo, si definiscono eventuali terapie successive (radioterapia/chemioterapia), talvolta eseguite anche solo a scopo preventivo, specie se il paziente è particolarmente giovane, scagionandolo dunque da possibili ricadute a lungo termine (  valutazione  multidiscipilnare )

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